Giardini a lago? Sicuri che la direzione sia quella giusta?

Non si contano gli esempi di degrado in città e prima di iniziare “riqualificazioni” sarebbe bene capire qual è la direzione da seguire. Nel caso dei giardini a lago sono pochi gli esperimenti da fare: tutto ciò che serve c’è già. Il lago. Il verde. In verità manca un qualcosa che consenta all’utenza “mamma con bambino piccolo” di poterne godere appieno: un parco giochi per bambini. Tutto il resto sarebbe ridondante.

Nel progetto dei nuovi giardini a lago sono inclusi campi da basket e da calcio. A Como abbiamo già fatto esperienze simili nell’immediato passato. Il Campo Cruyff. Campo oggi ad appannaggio esclusivo dei richiedenti asilo. Richiedenti asilo molto numerosi in città. Ben oltre i mille (siamo ancora in attesa dei dati ufficiali). Addirittura più di quanti comaschi vivano in alcuni nostri quartieri.

Immaginate i giardini a lago durante i periodi di piena (estate e week-end). Quante persone li frequentano? Migliaia. A cosa servirebbe un campetto da calcetto o da basket? Quanti potrebbero fruirne? Immaginate ora l’utenza di quei campetti nei periodi “vuoti”. Chi ne fruirebbe? La stessa utenza del campo Cruyff e/o dell’ippocastano?

Vogliamo raccontarci che con quei due campetti nel posto sbagliato risolviamo il problema dello sport a Como?

Il valore di quei giardini è la loro posizione. La natura ha già dato il suo meglio. Non bisogna fare esperimenti, servono solo sedute e verde ordinato.

Non orinato. Ordinato.

Ricordiamoci piuttosto di mettere dei bagni.

A questo fine, su impulso della mia candidata (e per poco non eletta consigliera) Chiara Taiana, ho predisposto la seguente mozione che puoi leggere cliccando qui.

Mozione che ho annunciato in consiglio e inoltrato alla stampa.

Mozione della quale non avresti saputo nulla se non esistesse questo sito.

“E’ la stampa bellezza”, fortuna che esistono i social

One thought on “Giardini a lago? Sicuri che la direzione sia quella giusta?”

  • Buongiorno Alessandro,
    Mi permetto di chiamarla per nome perché ritengo costruttivo un rapporto più vicino tra chi dovrebbe essere il “viso” del nostro comune e chi lo risiede.
    Addentrandoci ora nel problema del verde comasco, mi trovo in pieno accordo con tutto ciò che riporta in questo articolo. L’unico tema, però, che qui non viene affrontato (come del resto da parte di tutti i nostri candidati e dall’attuale Landrscina), riguarda il problema delle persone con disabilità. Possiamo metterci a discutere su mille tematiche riguardo alle zone verdi comasche, soprattutto quelle del lungo lago, ma perché, ad oggi, ancora non vedo un occhio di riguardo nei confronti di chi si trova impossibilitato dalle mille barriere architettoniche che sono disposte in questa città?
    Iniziamo a pensare in grande, per un futuro di una città che ha tutto da offrire, anche a chi, purtroppo, è costretto in una sedia a rotelle.

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