Cosa vuol dire essere un sindaco da marciapiede?
L’ho chiesto a Google:
“Il termine “sindaco da marciapiede” indica metaforicamente un primo cittadino molto presente sul territorio, dedito al controllo diretto di strade e quartieri, o talvolta usato in modo critico per descrivere un approccio amministrativo percepito come troppo focalizzato su questioni minute piuttosto che sulle strategie politiche. Questo stile gestionale si concentra sulla manutenzione urbana e sul contatto diretto con i cittadini.“
Ecco.
Sì.
Come definizioni, entrambe, anche quella critica, ritengo mi si addicano.
Detto questo, il quartiere di Prestino, quartiere tagliato in due proprio dalla via D’Annunzio, prima che Rapinese iniziasse a governare, ha sempre vissuto, proprio perché la frazione è divisa da una strada ad altissima percorrenza, nel pericolo.
Dopo la conquista di Palazzo Cernezzi, Rapinese, ha subito voluto mettere in sicurezza i prestinesi costruendo un bel marcipiede largo e rialzato che consentisse loro di spingersi fino ai confini dell’impero. Sì. Addirittura fino al remoto comunello di San Fermo della Battaglia.
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Considerato poi che il marciapiede conduce proprio a San Fermo della Battaglia, potremmo definire la piccola opera pubblica di Prestino come la prima infrastruttura dedicata alla conquista dello stesso.
Piccola opera? Sì, ma tanta, tanta, tantissima roba. E tantissima sicurezza.
PS: dimenticavo: prima della presa del potere da parte di Rapinese, la via D’Annunzio era così:

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PS del PS: mi sono dimenticato di dirvi che, intervenendo in via D’Annunzio, sul lato opposto al marciapiede, per i prestinesi abbiamo pure ricavato degli utilissimi, e rispettosi di tutte le norme, posti auto.

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#CosaHaFattoRapinese029