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Ovviamente il titolo “Zone Rosse a gogo” non si riferisce a nuove zone elettoralmente conquistate dal PD, no, anzi, elettoralmente Rapinese il PD l’ha annichilito, addirittura convertendo, tra il primo ed il secondo turno, ben 828 elettori che al ballottaggio lo hanno abbandonato in favore di Rapinese!
Il titolo di questo punto della rubrica “Cosa Ha Fatto Rapinese” si riferisce all’aumento delle aree urbane “assoggettate a regime di particolare tutela della sicurezza e del decoro” fortemente voluto dal nuovo sindaco di Como appena insediato. Aree, le Zone Rosse, dove alla violazione di divieti seguono provvedimenti straordinamente applicabili solo per quelle zone. Tipo? Tipo l’efficacissimo “DASPO urbano“, provvedimento che, una volta segnalato dalla Polizia Locale al Questore, quest’ultimo può applicare.
(La violazione del “DASPO urbano” – divieto di accesso ad aree urbane, D.A.C.Ur. – è un reato.
Chi viola il provvedimento emesso dal Questore rischia la reclusione da 6 mesi a 2 anni e una multa da 8.000 a 20.000 euro. Il semplice accesso all’area vietata, anche brevemente, fa scattare la sanzione.)
Torniamo al precedente mandato: 2017 – 2022. Sindaco Mario Landriscina.
Per far sì che le zone rosse nascessero, il “Regolamento di Polizia Urbana” proposto dalla Giunta Landriscina doveva, in consiglio comunale, avere i voti della maggioranza dei consiglieri. Voti che la coalizione politica di Landriscina, all’epoca, per via dell’elevatissima litigiosità tra i partiti che lo “sostenevano”, non poteva garantire.
Rapinese allora colse la palla al balzo e, irrigidendo le norme il più possibile per il tramite di emendamenti, mise a disposizione i voti della propria lista affinché il Regolamento diventasse legge (per inciso… senza i voti di Rapinese il regolamento non sarebbe nato).
Ok.
Ma in concreto? “Cosa Ha Fatto Rapinese” una volta insediato?
In concreto quando Rapinese si è insediato ha riscontrato problematiche in parecchie zone della città. Zone che in alcuni casi erano completamente fuori controllo, zone dove quindi era necessario istituire Zone Rosse per poter avere la possibilità di allontanare gli indesiderati. Alcuni esempi?
- largo Don Roberto Malgesini
- via Anzani
- via Magenta
- piazza della Tessitrice
- piazza del Popolo
- viale Lecco
- via Sauro
- viale Puecher
- via Sant’Abbondio
- parco Negretti
- piazza Cacciatori delle Alpi
- piazza Vittoria
- viale Cattaneo
- viale Varese
- viale Battisti
- viale Sinigaglia
In quelle zone il problema era sempre lo stesso: persone, spesso irregolari sul territorio e spesso dedite anche allo spaccio, che ne combinavano di tutti i colori.
A prescindere però dall’attività di disturbo della quiete pubblica messa di volta in volta in atto, una costante per queste persone era l’essere tuonate dalla birra. Birra che veniva comprata in grandi quantità nei supermercati e che veniva direttamente scolata in luoghi pubblici. Rendendoli invivibili.
In buona sostanza serviva che agli agenti della Polizia Locale e delle Forze dell’ordine venisse fornito uno strumento semplice da attuare e che fosse in grado di mettere un freno agli inarrestabili balordi.
Quindi?
Quindi, modificando il “Regolamento di Polizia Urbana” Rapinese ha posto in essere due azioni combinate:
- ha modificato l’art. 4 e l’art. 10 del Regolamento di Polizia Urbana introducendo, su tutto il suolo comunale, il divieto di “consumare bevande alcoliche“;
- ha ampliato le Zone Rosse a dismisura (così da poter applicare il “DASPO urbano” a chi in quelle zone fosse stato beccato a bere);
Considerato che nemmeno i 10 comandamenti consegnati da Dio sul Monte Sinai nel 1200 a.C. a Mosè hanno raggiunto lo scopo di eliminare del tutto le previste violazioni, di certo nemmeno le modifiche al “Regolamento di Polizia Urbana” volute da Rapinese potevano eliminare del tutto i balordi, ma una cosa è certa: dalla introduzione delle nuove norme la Polizia Locale e le Forze dell’Ordine hanno a disposizione un valido e concreto strumento per avviare i balordi al loro destino.
Il risultato?
Centinaia di ordini di allontanamento e decine di condanne per violazione degli stessi.
Questo punto della rubrica “Cosa Ha Fatto Rapinese” spero vi abbia chiarito quanto l’ampliamento delle zone rosse e l’introduzione del divieto di alcool libero nel nostro territorio fosse auspicabile e quanti positivi effetti abbia generato.
Una precisazione: per non danneggiare le nostre preziosissime attività di somministrazione, nell’art. 4 comma 1, abbiamo previsto due casi consentiti di consumo di alcool su suolo pubblico:
1. per quelle mesciute in bicchiere direttamente da attività economiche abilitate alla somministrazione di alimenti e bevande;
2. nelle aree espressamente autorizzate per manifestazioni temporanee e nei dehors et similia di diretta ed esclusiva pertinenza delle attività economiche abilitate alla somministrazione di alimenti e bevande.
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#CosaHaFattoRapinese052