Il 13 marzo 2014 alle 17:57 ho inviato una mail a Mario Lucini, l’uomo del dialogo farlocco, ed ai suoi assessori Daniela Gerosa e Gisella Introzzi oltre che al dirigente Pierantonio Lorini per invitarli ad un incontro pubblico presso salone della biblioteca comunale di Como per il 20 Marzo 2014 dalle 20.30 alle 22.30. Motivo dell’incontro? Fornire risposte a domande circa la ZTL presente e futura ai numerosi membri del comitato ComoDi Tutti oltre che a qualunque altro cittadino.
Ovviamente lo scopo dell’incontro pubblico è quello di mettere a nudo tutte le follie degli ultimi mesi realizzate circa la ZTL ed i parcheggi in convalle da “Lucini & Friends” e di dare un’opportunità di difesa a Lucini qualora avesse da spiegarci il senso di queste azioni. Senso che i comaschi non riescono a percepire. Niente di ecologico. Nessuna riqualificazione. Nessun miglioramento di mobilità. Solo un massacro di parcheggi (tolti) e di tariffe (aumentate).
Ovviamente anche l’invito era un test. Testare fino a che punto Mario Lucini possa sottrarsi al confronto e scappare.
Scappare come ha fatto nel video qui sotto:
Avendo il 13 marzo invitato politici e dirigente al buio, senza quindi chiedere disponibilità, tutti mi hanno dato, il giorno seguente 14 marzo, niente di grave, anzi prevedibilissimo, picche.
Diciamo anche che Lucini il picche lo ha dato nel modo meno simpatico. Ha semplicemente risposto: “Spiacente. Non ci sono. Buona giornata.” Senza dare, come hanno fatto gli altri, spiegazioni circa la sua assenza. Antipatico si, ma poco grave.
Da un sindaco del dialogo, anche se farlocco, mi sarei aspettato invece un “mi spiace Alessandro non ci sarò perché sono ad un importantissimo incontro che non posso “saltare” ma di certo sono a tua disposizione e del comitato di cittadini che rappresenti visto che ho un sacco di cose da spiegarvi e soprattutto perché mensilmente mi date anche un buonissimo stipendio“. Non lo ha fatto. Pazienza.
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Un secondo dopo aver ricevuto il prevedibile picche, il 14 marzo alle 16.14, rilancio. Chiedendo a lui una disponibilità (altrimenti avrei dovuto invitarli fino al 2017) con questa mail:
“Grazie per avermi risposto.
Sai indicarmi la prima serata utile da martedì 18 in poi, dalle 20.30 alle 22.30, dove potreste, almeno tu e l’assessore Gerosa, dedicare un paio d’ore al comitato per un incontro pubblico?
Certo che vorrai incontrarci quanto prima,
ti saluto.
Alessandro”
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Mi risponde il 17 marzo alle ore 18.15 questa volta dandomi formalmente del Lei e chiamandomi Egregio Consigliere dicendomi di essere disponibile ad incontrare una rappresentanza del comitato alle ore 12 di martedì 25 marzo presso la Sala Giunta. Chiede inoltre di valutare l’opportunità di anticipargli le richieste di chiarimento, in modo tale da poter acquisire per tempo gli elementi tecnici eventualmente necessari. Aggiunge infine: “Nel caso in cui la data proposta non risultasse per voi praticabile, rimango in attesa di ulteriori contatti per valutare congiuntamente possibili alternative” e mi saluta con un “Cordiali saluti“.
Come al solito Mario fa il “gentile” “finto tonto”. Perché?
1) Finge di non aver capito che gli abbiamo fatto una richiesta di un incontro pubblico e offre la sua disponibilità solo nella sua Sala Giunta. Ironia della sorte la sala dalla quale ha firmato tutte quelle porcherie che stanno estenuando i comaschi e gli avventori.
2) Vuole incontrarci quando molti commercianti sono al lavoro. Tra l’altro a fine mattinata poco prima dell’ora di pranzo. Così da fare una sveltina e dire che ci ha incontrati ma, mi sembra già di sentire la sua voce, che le richieste non sono compatibili sol suo programma elettorale e che il comitato rappresenta solo una parte della città.
3) Chiede, per l’amor del cielo, gentilmente, di anticipare le domande per poter acquisire gli elementi tecnici. Come? All’incontro avrebbero partecipato tutti gli assessori ed i tecnici coinvolti e lui chiede di avere prima le richieste di chiarimento? Finge inoltre di non capire che non c’è nulla di tecnico. Come se qualcuno volesse chiedergli come si fa a cambiare il colore delle strisce e quali sono i coloranti da utilizzare.
4) Rimane in attesa di ulteriori contatti per valutare congiuntamente possibili alternative.
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Nemmeno una parola sulle mie richieste (orecchie da mercante?):
1) incontro pubblico
2) davanti all’intero comitato
3) in luogo pubblico comodo e facilmente raggiungibile quale la biblioteca di Como
Gli rispondo direttamente dal consiglio lunedì scorso:
e poi, non avendo ricevuto nessuna comunicazione, la mattina seguente, il 18 marzo, alle ore 13 gli ho mandato la mail qui sotto:
“Buongiorno,
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Poi c’era scritto anche questo:
“Consigli di quartiere: data la scomparsa delle Circoscrizioni, è necessario valorizzare la partecipazione attiva con momenti di confronto democratico sui temi specifici dei quartieri, in forma aperta e non condizionata da appartenenze partitiche”.
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Mario ti rendi conto che tu partecipi solo agli incontri pubblici organizzati dalle liste che ti sostenevano in campagna elettorale. Perché lo fai? Ti danno sicurezza? Ti dicono sempre di si?
Mario sai cos’è il grottesco di tutta questa vicenda? Questo:
Che ti stai comportando peggio di Bruni.
Mario cosa devo fare con te?