La rubrica “Le Bugie Su Rapinese” oggi deve occuparsi dell’Assessore regionale Alessandro Fermi.
Dopo avere letto quanto ha dichiarato ieri Fermi, mi sono chiesto di che tipologia di bugia si trattasse e ho quindi chiesto a Google di aiutarmi.
Goggle mi ha elencato le seguenti tipologie di bugia:
- Menzogne Benevoli: Utilizzate per proteggere i sentimenti altrui o per buona educazione (es. “che bel vestito” anche se non piace);
- Menzogne Egoistiche: Hanno lo scopo di ottenere un vantaggio personale, aumentare l’autostima o proteggere la propria immagine;
- Menzogne Pedagogiche: Spesso usate con i bambini per rassicurarli o educarli (es. “la puntura non farà male”);
- Menzogne di Sfruttamento: Strategie ingannevoli per ottenere un guadagno a danno di altri;
- Menzogne Pianificate: Premeditate per evitare punizioni o ottenere grandi vantaggi;
- Menzogne Non Pianificate: Improvvisate sul momento per uscire da una situazione imbarazzante;
- Omissione e Occultamento: Non dire il falso, ma tacere informazioni essenziali o deviare l’attenzione su fatti parziali;
- Menzogna Necessaria: Ritenuta indispensabile per la sopravvivenza o per evitare un male maggiore;
- Menzogna Gratuita: Detta per puro piacere di mentire o per gioco, senza un reale vantaggio.
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Tornando alla tipologia di bugia dichiarata da Alessandro Fermi ieri, sono molto indeciso, dopo una prima selezione, potrebbe trattarsi di una di queste:
- Menzogna egoistica: potrebbe trattarsi di questa tipologia di menzogna ma, in verità, Alessandro Fermi di autostima ne ha a sufficienza e non ha bisogno di aumentarla;
- Menzogna pianificata: Alessandro Fermi ha certamente paura di essere punito dagli elettori quindi la sua menzogna potrebbe essere di questa tipologia;
- Menzogna non pianificata: effettivamente la bugia di Alessandro Fermi è talmente facilmente confutabile che la tipologia di menzogna potrebbe essere anche questa;
- Menzogna necessaria: effettivamente la menzogna di Alessandro Fermi per negare la mia accusa di immobilismo potrebbe essere un disperato tentativo di sopravvivenza politica.
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Dopo averci pensato un pò su, la bugia di Alessandro Fermi dichiarata su “La Provincia di Como” di ieri, 18 marzo 2026, non può che essere di questa tipologia: menzogna necessaria.
Leggiamola:
«Ricordo sul tema parapetti che all’ultimo incontro, in estate, il sindaco avrebbe dovuto farci sapere se a fronte del trasferimento economico della Regione avesse pensato lui alla parte di studio e progettazione, ma non ha più detto nulla. Per quanto riguarda le paratie entro un mese circa concluderemo anche il collaudo e consegneremo l’opera al Comune».
Premesso che l’Amministrazione Pubblica si muove per atti e nessun atto ha mai trasferito la competenza circa i parapetti da Regione Lombardia al Comune di Como e che, se Fermi veramente avesse mai avuto dubbi circa la volontà di Rapinese, avrebbe potuto alzare il telefono invece di aspettare mesi in panciolle, esiste un atto che dimostra scientificamente che ieri Alessandro Fermi abbia mentito.
Ironia della sorte, a sbugiardare Fermi ci ha pensato proprio un atto approvato dal Consiglio regionale della Lombardia. Quindi anche il suo amico Sergio Gaddi.
Si tratta della la deliberazione n. XII/1428 (clicca qui per leggerla), ovvero della “Mozione n. 346 concernente i nuovi parapetti del lungolago di Como”.
Leggiamo insieme la premessa della mozione:
“Il Consiglio regionale della Lombardia
premesso che
- il “Progetto di difesa della città di Como dalle esondazioni del lago” anche conosciuto come “nuovo lungolago” o “progetto paratie” è stato assunto nel 2016 direttamente da Regione Lombardia, la quale, dopo aver revocato l’incarico al Comune di Como come soggetto attuatore del progetto, ha stipulato una convenzione quadro con la società Infrastrutture Lombarde S.p.A., oggi Aria S.p.A., per il suo definitivo completamento;
- ad oggi, tra le opere conclusive ancora da ultimare, risultano i nuovi parapetti, che il 13 maggio 2025 sono stati posizionati in loco in forma di prototipo per valutarne l’impatto visivo e la compatibilità con il contesto ambientale.
Morale della favola?
Anche i Consiglieri regionali, invitando il Presidente Fontana e la Giunta regionale (della quale Alessandro Fermi fa parte) a risolvere la questione dei parapetti, hanno dichiarato, fin dalle premesse, che i parapetti sono un’opera che Regione Lombardia, non il Comune di Como, deve ultimare.
Non solo. I Consiglieri regionali (di Forza Italia ndr), nella mozione, hanno proprio anche scritto che:
tenuto conto infine che
si riscontrano interlocuzioni a mezzo stampa tra Regione e Comune di Como circa l’eventualità della delega al comune della progettazione e della realizzazione dei parapetti da parte di Regione Lombardia, ancorché anche dagli stessi recentissimi articoli dei media locali del gennaio 2026 non sembra emergere una effettiva disponibilità in tal senso da parte dell’ente locale;
Gioco, Partita, Incontro.
Alessandro Fermi ha detto una bugia.
Alessandro Fermi ha mentito sapendo di mentire per cercare di addossare una sua precisa responsabilità, il fatto che i parapetti non siano pronti, a Rapinese.
Il tutto mentre veniva a Como a fare il fenomeno circa il faro di Brunate, faccenda circa la quale, Regione, grazie a Dio, non ha nessuna competenza.
A ulteriore prova della menzogna di Fermi… ecco pure una serie di dichiarazioni pubbliche di Rapinese.
Dichiarazioni pubbliche delle quali Fermi, ieri, mentendo, ha finto di non essere a conoscenza:
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#LeBugieSuRapinese005