Porgo i saluti alle autorità civili e militari presenti, e un particolare ringraziamento a Sua Eccellenza il Prefetto di Como Conforto Galli per il quotidiano lavoro svolto in favore del territorio lariano.
Oltre al saluto alle autorità civili e militari, oggi, il mio pensiero, in questo momento di congedo da Papa Francesco, va anche alle autorità religiose. Hanno, abbiamo, avuto una grande guida. A noi tutti rimane il ricordo del suo operato da porre a modello e ispirazione.
Al Vescovo Oscar ci uniamo in un grande abbraccio in questo significativo e importante momento per la Chiesa Cattolica.
Un sentito ringraziamento a tutti i cittadini intervenuti in questa particolare giornata di festa.
Oggi è il 25 aprile – Festa della Liberazione – festa in cui commemoriamo l’avvenuta liberazione dell’Italia dal fascismo e dal nazismo. Dalla fame e dalla guerra. Dalla dittatura e dalla prevaricazione.
Il 25 aprile del 1945, mentre qualche km più a nord, esattamente vicino a Torgau, in Germania, sul fiume Elba, le truppe sovietiche e quelle americane si incontravano, provenendo rispettivamente dall’Est e dall’Ovest di un’Europa martoriata, e tranciavano di fatto in due la Germania, ponendo le basi della fine del nazismo, lo stesso giorno, nella nostra Italia, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia, facenti parte del Corpo volontari della libertà, di attaccare i presìdi fascisti e tedeschi, imponendo la resa.
La liberazione, esattamente come l’occupazione, non avviene in un giorno: sono processi. In alcuni casi si tratta di processi lunghi e complessi.
Oggi noi indichiamo una data, il 25 aprile, ma solo perché necessitiamo di un simbolo; in realtà ogni singola data alla quale è corrisposta un’azione di resistenza meriterebbe la stessa celebrazione. Anzi. Le azioni di resistenza compiute prima del 25 aprile 1945 meritano anche maggior encomio, per il semplice fatto che quelle gesta hanno preparato il terreno e smosso coscienze in periodi in cui probabilmente buona parte della popolazione ancora non aveva colto la portata distruttiva e mortifera di ciò che stava avvenendo.
Quindi, quando parliamo di 25 aprile, sarà 25 aprile ogni giorno in cui proteggeremo ciò che il 25 aprile rappresenta.
È 25 aprile ogni giorno in cui proteggiamo i valori della nostra Costituzione, ed è altresì 25 aprile ogni volta che anteponiamo l’interesse della Repubblica al nostro interesse personale.
La democrazia, il più grande regalo che potesse farci la resistenza, non è né buona né cattiva. È un sistema di governo pensato, voluto e realizzato da chi ha visto risolvere conflitti con violenza e sopraffazione.
Quando le nostre Madri ed i nostri Padri Costituenti hanno scritto la nostra Costituzione, hanno sì previsto diritti, ma anche doveri, perché ben sapevano che l’assenza di regole nette e chiare avrebbe potuto vanificare il loro sacrificio ed avevano quindi previsto, oltre ai diritti, anche precise responsabilità per i singoli cittadini al fine di salvaguardarne l’insieme.
La democrazia non è assenza di conflitto, no, il conflitto, della democrazia, ne è proprio il sale: la democrazia è il condurre il conflitto nel perimetro edificato con solide mura dalla nostra Costituzione. Mura solide sì, ma da presidiare e tutelare.
Siamo giunti ad oggi non solo perché allora siamo stati liberati – la liberazione è avvenuta 80 anni fa -; siamo giunti fino ad oggi perché decine di milioni, anzi, la quasi totalità degli italiani, nel solco dei valori della Liberazione, ha quotidianamente combattuto una silente battaglia contro ogni forma di prevaricazione e violenza, vivendo ogni singolo giorno della propria vita come se fosse il 25 aprile.
Solo agendo come se ogni giorno sia il 25 aprile, continueremo a vivere in pace e progresso.
Solo agendo come se ogni giorno sia il 25 aprile, continueremo ad onorare chi, quel giorno di 80 anni fa, ha voluto regalarci la libertà di festeggiare giornate preziose come questa.
Viva l’Italia.
Viva la Repubblica.
Viva la Costituzione.
Viva il 25 aprile.
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