Il Lago di Como è il lago più bello d’Italia, ma negli ultimi anni è diventato anche uno degli specchi d’acqua più congestionati. Più barche, più moto ondoso, più rischi. Per questo ho deciso di intervenire con nuove regole: meno caos, più ordine e soprattutto più sicurezza.
Sempre per la rubrica “Basta caos”, anche il Lago di Como doveva farne parte.
Negli ultimi anni il primo bacino è diventato sempre più affollato, tanto da sembrare, in alcuni momenti della giornata, una vera e propria autostrada sull’acqua. E, come su ogni strada, servono regole chiare per garantire sicurezza e convivenza tra tutti.
Per questo, nel giugno 2026, ho firmato un’ordinanza urgente che introduce nuove regole per la navigazione nel primo bacino del lago. Il provvedimento conferma le limitazioni già introdotte la scorsa estate, ma porta anche una novità importante: le imbarcazioni non potranno più sostare davanti ai pontili in attesa dei passeggeri, ma dovranno attendere in un’area dedicata fino alla disponibilità dell’attracco.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia.
Area di attesa lontano dai pontili
La principale novità è l’istituzione di una rada destinata allo stazionamento delle imbarcazioni, in particolare dei taxi boat.
I mezzi non potranno più attendere i passeggeri davanti ai pontili, ma dovranno sostare nell’area individuata fino al momento dell’attracco.
La rada si trova al di fuori della diga foranea e ha una forma triangolare, con vertici al largo del Tempio Voltiano, di Villa Geno e della funicolare di Como. La sua posizione è stata scelta per non interferire con le rotte del trasporto pubblico e con la pista di decollo e atterraggio degli idrovolanti.
(basta uno sguardo a questa foto per capire il livello di affollamento sul Lago di Como)

Limiti di velocità fino a fine settembre
L’ordinanza resterà in vigore fino alla fine di settembre.
Nel primo bacino del lago, fino a Cernobbio da un lato e Blevio dall’altro, la velocità massima consentita sarà di:
- 10 nodi nelle ore diurne;
- 5 nodi nelle ore notturne, dal tramonto all’alba.
Entro i 50 metri dalla linea di costa la navigazione a motore sarà consentita esclusivamente per la partenza, l’approdo e l’attraversamento, con un limite di 5 nodi. Anche rispettando questi limiti, sarà comunque obbligatorio evitare di generare moto ondoso che possa arrecare danni o mettere in pericolo altre imbarcazioni.
Le attività vietate
Le limitazioni introdotte nel 2025 vengono confermate anche con la nuova ordinanza. Nell’area interessata resta infatti il divieto assoluto di praticare sci nautico, windsurf e Stand Up Paddle (SUP). Una misura pensata per ridurre i rischi in un tratto di lago molto trafficato di mezzi pubblici, taxi boat e imbarcazioni private.
Perché queste regole?
L’aumento del traffico nautico produce un moto ondoso che danneggia strutture portuali e imbarcazioni ormeggiate, crea difficoltà al trasporto pubblico di linea e aumenta il rischio di incidenti.
Negli ultimi anni sono inoltre aumentate le imbarcazioni private, spesso noleggiate da turisti senza patente nautica o con poca esperienza, che troppo frequentemente superano i limiti di velocità.
Questa ordinanza rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio, costruito insieme a tutte le autorità competenti, con un obiettivo preciso: rendere il Lago di Como più sicuro per chi lo vive, ci lavora e lo visita.
Dopo gli incidenti, anche mortali, registrati negli ultimi anni, non possiamo permetterci di aspettare.
Perché mettere ordine oggi, significa prevenire tragedie domani.
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#CosaHaFattoRapinese069