#136 Case comunali, cambio gestione.

Quando ci siamo insediati, abbiamo trovato un patrimonio enorme da gestire e una situazione che, dopo trent’anni, aveva bisogno di essere affrontata in modo completamente diverso.

La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella che facciamo sempre: analizzare i dati, capire la situazione reale e valutare quali soluzioni fosse possibile adottare per gli immobili comunali.

E siamo arrivati dove nessuno degli ultimi 30 anni era arrivato, nonostante se ne parlasse da tantissimo tempo: introdurre un vero progetto di riqualificazione e di miglior gestione del patrimonio immobiliare dell’edilizia residenziale pubblica del SAP.

Parliamo di un tema importantissimo e di numeri importanti: 686 immobili con destinazione residenziale.

È evidente a tutti che il Comune di Como, in questi anni, non abbia brillato nella gestione di questo patrimonio.

Le segnalazioni dei nostri residenti che vivono nelle case di edilizia residenziale pubblica sono tantissime e, troppo spesso, non hanno avuto seguito.

Perché?

Perché il Comune si trova in una condizione nella quale non riesce a garantire questo servizio come dovrebbe.

E quindi cosa potevamo fare? Continuare sulla strada sbagliata utilizzata negli ultimi trent’anni?

Quello è un patrimonio che i nostri avi ci hanno lasciato. Un patrimonio che un tempo aveva valore, qualità e una funzione precisa. Ma che, negli anni, è diventato un fardello sempre più difficile da sostenere.

E allora continuiamo così, semplicemente perché questa è la strada che è stata percorsa finora? Pur di non prendere decisioni coraggiose, non assumersi responsabilità, non prendere posizione e fare finta di niente?

È andata avanti così per trent’anni. E avremmo dovuto continuare nel declino per altri cinque?

No.

La scelta è stata invece quella di verificare cosa succedeva nelle altre province e capire se esistessero modelli diversi.

E cosa abbiamo scoperto?

Che i dati sono tutt’altro che trascurabili.

Le province che hanno collaborato con Aler hanno potuto accedere a diversi strumenti e incentivi messi a disposizione dallo Stato per questi enti. In diversi casi, i Comuni hanno potuto vedere riqualificati i propri immobili senza dover sostenere direttamente tutti i costi degli interventi.

Il Comune non ha la capacità economica per poter intervenire su tutto questo patrimonio come sarebbe necessario.

E allora la domanda è semplice: perché continuare a spendere milioni e milioni di euro ogni anno per gestire direttamente un patrimonio che potrebbe essere affidato a soggetti specializzati, capaci di intercettare risorse e strumenti che il Comune, da solo, non riesce a utilizzare?

In questi anni abbiamo avuto davanti agli occhi una possibilità che poteva essere sfruttata e che invece, fino ad oggi, non era stata percorsa.

Noi siamo partiti con una mossa a tenaglia.

Da un lato abbiamo preso i contatti con Aler.

Dall’altro abbiamo iniziato a digitalizzare la maggior quantità possibile di dati, per avere finalmente una cognizione reale, completa e aggiornata del patrimonio che stavamo gestendo.

E così siamo arrivati alla decisione di affidare ad ALER la gestione del patrimonio immobiliare residenziale del SARP.

Questo è il risultato di quello che per me è amministrare bene il mio amato territorio.

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#CosaHaFattoRapinese136