#070 Como… che spettacolo!

A Como non manca di certo lo spettacolo!

Per troppo tempo si è pensato che il valore di un’estate si misurasse solo dai grandi eventi. L’amministrazione Rapinese ha invece scelto un’altra strada: costruire un’estate pensata per tutti.

Perché i comaschi non sono tutti uguali. C’è chi ama il teatro, chi la musica, chi il cinema, chi lo sport e chi cerca semplicemente un’occasione per vivere la città insieme agli altri.

Da questa idea nasce “Como… che spettacolo!“, un contenitore di iniziative capace di coinvolgere pubblici diversi e fasce d’età differenti.

Vuoi fare sport? C’è “Como… Muoviti Muoviti!”. Ti piace ballare? Ecco “Ballando tra le stelle”. Cerchi attività per i bambini? C’è “Como Racconta”. Sei giovane?…” ci sono le serate di TI VOGLIO BALLARE e il Como Youth sound in piazza Perretta.

Ma non finisce qui. All’interno della rassegna trovano spazio:

  • Como Racconta – spettacoli all’aperto dedicati a bambini e famiglie.
  • Tacabanda – la musica che attraversa la città.
  • Ballando tra le stelle – Piazza Martinelli trasformata in una grande pista da ballo.
  • Casa Natta – Teatro tra le mura.
  • Al chiaro di cinema – rassegna di cinema d’autore.
  • Jazz, ballo, musica, karaoke e serate tributo in Piazza Perretta.
  • Musica per immagini.

A me sembra evidente che dietro questo programma ci siano organizzazione, impegno e soprattutto amore per il territorio. 

L’obiettivo era coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini e di visitatori, offrendo occasioni di svago per tutte le età.

E c’è un aspetto che considero fondamentale: mettere al centro la comunità, valorizzando il lavoro delle numerose associazioni culturali, sportive e sociali del territorio, che sono state protagoniste dell’organizzazione delle iniziative.

Guardate che spettacolo! CLICCA QUI

Naturalmente le critiche non sono mancate.

Il quotidiano La Provincia, che a mio avviso ha dedicato poco spazio alla promozione degli eventi ma molto alle polemiche, ha pubblicato un articolo con un titolo decisamente critico.

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Rispondo punto per punto.

Partiamo dal Titolo.

Continuare a confrontare i budget di oggi con quelli dei primi anni Duemila non ha molto senso. Nel frattempo, il costo della vita è aumentato in maniera significativa e una parte importante delle risorse è stata destinata alla sicurezza degli eventi, voce di spesa ormai imprescindibile.

Nel Sommario vengono riportate due critiche.

La prima definisce le serate una “sagra paesana”.

Francamente non lo considero un insulto. Anzi: lunga vita alle sagre di paese. Sono momenti di aggregazione autentici, che tengono vive le tradizioni e fanno incontrare le persone. Basti pensare alla storica Sagra di Sant’Abbondio, che la mia amministrazione ha riportato in vita (Lunga vita alla sagra di Sant’Abbondio).

La seconda osservazione invita a prendere esempio da un festival privato con una struttura economica completamente diversa, sostenuta da un numero enorme di sponsor. Basta visitare la pagina dedicata ai partner per rendersene conto.

Insomma, appartiene a un’altra categoria di eventi.

L’obiettivo del Comune era diverso: organizzare un’estate ricca senza vincolarsi a sponsor commerciali e senza trasformare gli eventi in una vetrina pubblicitaria.

Perché gli eventi comunali devono essere prima di tutto dei cittadini.

Ed è proprio questo, secondo me, il senso di “Como… che spettacolo!“, non creare un unico grande evento per pochi, ma costruire tante occasioni di incontro, cultura e divertimento diffuse in tutta la città, pensate per tutti.

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#CosaHaFattoRapinese070