#030 AldiLàrio

La Como prima della Giunta Rapinese era fuori controllo.

Regnava l’anarchia. Quella vera.

Nel Palazzo, e fuori dal Palazzo, non c’erano né disciplina né rispetto. Sia da parte dei cittadini verso il Comune che, cosa ancora più grave, del Comune verso i cittadini.

Insomma, Como era talmente NON gestita che la possibilità di farla franca era tale che pure un samaritano sarebbe caduto nella tentazione di fare il furbo.

Poi arriva Rapinese…

… e prende il toro per le corna.

Il mio obiettivo era uno solo: porre fine al caos e mettere in riga una città confusa e smarrita.

Avete presente quella pubblicità anni ’90 di Pirelli dove il “figlio del vento” – Carl Lewis – in posizione di partenza per una gara di velocità veniva immortalato con scarpe inadeguate? Ricordate lo slogan? No?

Eccolo:

“La potenza è nulla senza controllo”.

Ecco, a Como serviva il controllo e Rapinese ha iniziato a controllare.

Uno dei primi settori oggetto di massivo controllo è stato il settore cimiteri: decine di migliaia di concessioni scadute e non gestite. Ma come era possibile?

Semplice: se non hai nessun dato digitalizzato e per consultare le pratiche devi appellarti a libroni tipo quelli di Harry Potter, beh, la possibilità di lavorare celermente è nulla.

Ecco come si presentavano gli archivi delle concessioni cimiteriali a Palazzo Cernezzi prima di Rapinese:

Immaginate quanto fosse semplice, prima di Rapinese, gestire le esigenze della popolazione cimiteriale. Tutte le pratiche erano gestite in cartaceo. Vi ricordate i libretti della spesa dove gli alimentari di fiducia di un tempo segnavano i vostri debiti. Ecco… più o meno eravamo messi così.

Roba da pazzi.

Pazzi veri.

Pregandovi di non pormi la domanda del come i sindaci che mi hanno preceduto avessero gestito i cimiteri comunali, e considerato che Bill Gates aveva già finito di sviluppare MS-DOS nel 1975 e che da allora i Comuni più seri avevano già iniziato a digitalizzare le loro banche dati, di fronte allo sconforto vero nel quale mi trovavo, dovevo trovare una soluzione vera al problema.

Lo avevo promesso nel programma elettorale e dovevo porvi rimedio.

Come? Già il solo stabilire da dove partire è stato un parto.

Prima abbiamo mappato, utilizzando diversi supporti, dalla carta con matita ai droni, ogni singolo cimitero…

… una volta creati modelli DWG (Autocad), e collocati questi ultimi geograficamente all’interno del nostro Sistema Informativo Territoriale, abbiamo allacciato ai modelli creati un potentissimo database, un database bello pulito ed ordinato, completo di tutte le decine di variabili relative alla sepoltura di ogni singolo defunto.

Bene.

Fatto tutto questo sbattimento… la situazione era identica a prima: di defunti digitalizzati nemmeno uno. Avevamo, spendendoci mesi di lavoro, preparato il futuro contenitore, ma dei dati dei nostri oltre 70.000 defunti nello splendido archivio creato, non ne avevamo inserito ancora nessuno.

Poi?

Creato il sistema di archiviazione ero convinto che sarebbe stato tutto in discesa: un paio di ciufoli, il vero problema stava per manifestarsi in tutta la sua vastità.

Nella foto qui sotto un’esiguissima parte delle concessioni cartacee che avevamo da digitalizzare (…peraltro nell’unico archivio che, per decenza, mi sento di mostrarvi).

Mentre le nuove sepolture venivano fin da subito digitalizzate e gestite correttamente, c’era una vastità di dati scritti su libri antichi, mezzi divorati dal tempo, che andavano portati nei nostri server.

Per poter iniziare a lavorare decentemente però avremmo dovuto portare TUTTE le concessioni emesse in passato, emesse dai tempi del Cudega ad oggi, in ambiente digitale.

Un esempio: per emettere nuove concessioni gli uffici dovevano conoscere quanti loculi fossero disponibili, dove fossero, in che condizioni fossero e via discorrendo. Fino a quando quei dati non fossero stati TUTTI in un archivio digitale consultabile direttamente dai computer del Palazzo, per ogni concessione avremmo dovuto continuare, prima del rilascio, ad andare in loco e verificare la reale disponibilità e condizioni. Avete idea del tempo che sprecavamo per ogni nuova concessione?

Pazzesco.

Ad una prima stima all’ufficio cimiteri, con le forze disponibili all’epoca, per verificare TUTTE le concessioni una ad una e digitalizzarne ogni singolo dettaglio sarebbero serviti oltre vent’anni. Sì. Perché il lavoro quotidiano doveva essere portato avanti a prescindere dalla necessità di archiviazione.

Ci eravamo infilati in un “cul de sac”.

Il sindaco però aveva le idee chiare e l’obiettivo andava raggiunto. Ad ogni costo. Punto.

Abbiamo aumentato il personale e abbiamo coinvolto decine di volontari.

Già.

Peccato però che all’epoca non avevamo nemmeno un Regolamento chiaro sul volontariato civico.

Lo abbiamo ideato, portato in consiglio, e una volta approvato (sarà un altro punto della rubrica “Cosa Ha Fatto Rapinese”) siamo partiti.

I problemi erano finiti? No.

Un altro problema che ci si è presentato era la vetustà delle concessioni. Spesso la carta era illeggibile.

Quindi?

All’inizio abbiamo usato petrolio e veicoli comunali per verificare “in situ” quanto riportato sulle lapidi (Hic iacet sepultus), poi, per velocizzare e risparmiare petrolio – con il benestare della Thunberg, abbiamo iniziato ad usare riprese con droni. Riprese che non potevano essere fatte con il pubblico e che quindi, dotati di pazienza, potevano essere effettuate solo nelle giornate di chiusura dei cimiteri per diserbo.

Risparmiandovi ulteriori narrazioni dei problemi nati e poi risolti, staremmo qui anni solo per elencarli, ora vi do una bella notizia: dopo anni di folle lavoro, alternati da momenti di giubilo e momenti di scoramento, Aldilàrio è nato (con tutta la fatica fatta, almeno fatemi il favore di cliccare la foto qui sotto):

Il fatto che oggi, direttamente dal sito del Comune di Como (aldilario.comune.como.it), si possano trovare tutte le posizioni GPS dei defunti comaschi, significa che, finalmente, abbiamo contezza di ogni singolo dettaglio fisico di ogni singola sepoltura e, allo stesso tempo, contezza di ogni singolo atto amministrativo connesso alle concessioni cimiteriali originarie (ed anche alle modifiche avvenute nel tempo).

Grazie alla digitalizzazione, ora all’ufficio cimiteri l’ordine e il rispetto sono stati ripristinati.

Grazie alla digitalizzazione, ora all’ufficio cimiteri lavorare è molto più semplice e rapido.

Grazie alla digitalizzazione, ora con l’ufficio cimiteri, per quanto possa suonare male, è un piacere interagirci.

Davvero?

Sì.

Fate una prova voi stessi.

Andate su https://aldilario.comune.como.it, cercate un vostro caro e se vi appare l’informativa qui sotto, vuol dire che avete un problema da risolvere e che dovete chiamare l’ufficio cimiteri al numero 031.252229:

La ciliegina sulla torta poi è stata l’approvazione del nuovo “Regolamento comunale per i servizi funebri e le attività cimiteriali”, regolamento che ha sprigionato tutte le potenzialità introdotte con la digitalizzazione. Ma circa il Regolamento approvato nel 2025, avrete modo di leggere in futuro un ulteriore punto della rubrica “Cosa Ha Fatto Rapinese”.

Ora qualche foto e poi i saluti:

Se descrivervi quanto fatto è stato di per sé già un lavoraccio, potete immaginare quante migliaia di ore di lavoro umano siano state spese per realizzare il servizio Aldilàrio? No. Credetemi. Non potete nemmeno immaginarlo. Da morire.

Ultima foto.

Foto del database interno aggiornato ad oggi:

La foto qui sopra è il risultato di un lunghissimo e travagliato viaggio.

Lunghissimo e travagliato viaggio che ha portato il Comune di Como a digitalizzare, in ogni dettaglio, sia fisico che amministrativo, la bellezza di, ad oggi, 72.062 concessioni cimiteriali.

Lunghissimo e travagliato viaggio che ha portato il Comune di Como a poter condividere in tempo reale con la cittadinanza tutti i dettagli relativi ai propri cori estinti.

Lunghissimo e travagliato viaggio che ha portato il Comune di Como ad essere leader assoluto, sia nell’innovazione che nella qualità del servizio reso, nella gestione delle concessioni cimiteriali.

Prima di Rapinese eravamo nel medioevo. Oggi siamo diventati un modello di efficienza.

Mamma che soddisfazione…

#CosaHaFattoRapinese030